Prima di spiegarvi il procedimento di realizzazione di una bambola Lenci è bene spiegarvi come nasce il tessuto con la quale verrà confezionata.
Il panno Lenci è un stoffa colorata, morbida, resistente e leggera. Non essendo tessuto non è un panno ma un tipo di feltro, cioè viene prodotto con l'infeltrimento delle fibre.
Il materiale che lo compone tradizionalmente è la lana cardata di pecora e il pelo di capra mohair. Ha le caratteristiche di essere caldo, leggero, sottile e di non sfilare, quando viene tagliato non tende a disfarsi, non avendo trama e ordito, non ha bisogno quindi di orli o cuciture di finitura.

Ma ecco come nasceva una vera bambola Lenci:
dopo che sapienti mani e fanasiose menti di scultori ebbero creato il modello del viso in creta, venivano realizzati due stampi: uno negativo in bronzo ed uno positivo in piombo. Gli stampi venivano scaldati a temperature differenti; il pezzo di panno trattato con una colla particolare e inumidito, veniva posizionato tra gli stampi e pressato: nasceva così il viso della bambola che veniva lasciato ad asciugare per quattro o cinque settimane, in base all'umidità presente nell'aria. Una volta asciutto seguiva il processo del riempimento, con un materiale a base di feltro tritato e colla. Il viso era così pronto ad essere dipinto: anche otto diversi passaggi di mani per la pittura dei lineamenti, prima gli occhi poi la bocca e infine una velatura di rosa sulle guance. Le orecchie, sempre in feltro, venivano cucite in una fase successiva.
Anche il corpo della bambola veniva realizzato in feltro, interamente a mano. I vari pezzi (tronco, braccia e gambe) venivano accoppiati, cuciti al contrario, rigirati e riempiti con una mistura a base di truciolato fine, inserito completamente a mano, che dava alle bambole Lenci quella tipica durezza che ancora oggi le contaddistingue. Fatto tutto ciò, si passava all'assemblaggio delle varie parti, in modo da ottenere il prototipo finito. Dopo aver applicato la parrucca, si passava alle rifiniture, la fase piu' complessa e laboriosa che, per la minuziosa cura dei particolari e dei dettagli e per l'utilizzo dei migliori materiali, richiedeva generalmente lunghi tempi di lavorazione.
Per realizzare poi bambolotti lavabili (grande innovazione della Ditta Lenci a quel tempo), il panno veniva ricoperto con una sottile mussola, e per imitare la pelle vellutata dei bambini cosparso di polvere di vellutina.